Statuto

Art. 1 – Costituzione

Nello spirito della Costituzione della Repubblica Italiana ed in ossequio a quanto previsto dagli art.36 e seguenti del Codice civile, è costituita “Associazione sportiva dilettantistica Umeboshi Training”, in breve “Umeboshi Training” (di seguito denominata “Associazione”), con sede legale nel Comune di Torino.

L’associazione è un centro di vita associativa, autonomo, pluralista, apartitico, a carattere volontario e democratico e ha durata illimitata.

L’associazione non persegue finalità di lucro e non è pertanto consentita la distribuzione anche indiretta di proventi, di utili o di avanzi di gestione.

Il sodalizio si conforma alle norme e alle direttive degli organismi dell’ordinamento sportivo, con particolare riferimento alle disposizioni del CONI nonché agli Statuti ed ai Regolamenti delle Federazioni sportive nazionali e/o degli Enti di promozione sportiva cui l’associazione si affilia mediante delibera del Consiglio Direttivo.

Art. 2 – Modifiche statutarie

L’Associazione è tenuta a comunicare tempestivamente qualsiasi trasferimento di sede agli Enti gestori di pubblici Albi o Registri nei quali è iscritta nonché all’Agenzia delle Entrate. Il trasferimento della sede legale all’interno del medesimo Comune, la cui delibera è delegata al Consiglio Direttivo, non necessita di modifica statutaria.

Art. 3 – Finalità

L’Associazione persegue finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale mediante lo svolgimento delle seguenti attività di interesse generale dirette agli associati e terzi:

  • organizzazione e gestione di attività sportive dilettantistiche, in particolare in discipline afferenti, a titolo esemplificativo e non esaustivo, ad attività sportiva ginnastica finalizzata alla salute ed al fitness, attraverso la promozione delle attività didattiche per l’avvio, l’aggiornamento e il perfezionamento nelle attività sportive;
  • la preparazione atletica anche per la partecipazione ad attività competitive o agonistiche;
  • organizzazione o la collaborazione alla organizzazione di manifestazioni sportive;
  • la gestione di impianti sportivi, propri o di terzi, adibiti a palestre, campi e strutture sportive di vario genere;
  • organizzazione di corsi di avviamento allo sport, attività motorie, di formazione e di qualificazione per operatori sportivi;
  • organizzazione e gestione di attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, momenti di sensibilizzazione e approfondimento su tematiche afferenti alla pratica sportiva e all’adozione di sani stili di vita, laboratori di danza educativa, animazione musicale e movimento e qualsivoglia iniziativa tesa a valorizzare il bene relazionale;
  • l’organizzazione e gestione di attività turistiche di interesse sociale e culturale, ivi inclusa l’organizzazione di turismo sportivo;

Per la realizzazione dei fini istituzionali l’associazione potrà collaborare con gli Enti e le Federazioni cui si affilia, con altre organizzazioni operanti in settori affini e con le Pubbliche Amministrazioni. Potrà inoltre realizzare ogni operazione di carattere mobiliare, immobiliare e finanziario (e per queste ultime con espressa esclusione di qualsiasi attività svolta nei confronti del pubblico) ritenuta utile, necessaria e pertinente, e in particolare quelle relative alla gestione diretta e indiretta, alla costruzione, ampliamento, allestimento di impianti sportivi, ivi compresa l’acquisizione delle relative aree, nonché l’acquisto di immobili da destinare alle attività.

Art. 4 – Attività diverse

L’Associazione può svolgere attività di natura commerciale – nel rispetto delle vigenti normative fiscali e amministrative – secondarie e strumentali, rispetto alle attività di interesse generale di cui all’art.3, al fine di trarre risorse per il perseguimento delle finalità istituzionali. Tali attività saranno deliberate dal Consiglio Direttivo conformemente alle linee di indirizzo dell’Assemblea degli Associati.

Art. 5 – Prestazioni di lavoro

L’Associazione può avvalersi, per lo svolgimento dell’attività di interesse generale e il perseguimento delle finalità, di prestazioni di lavoro dipendente, autonomo o di altra natura, anche ricorrendo ai propri associati.

Art. 6 – Soci

Il numero dei soci è illimitato.

Possono essere soci dell’Associazione le persone fisiche e le Associazioni che ne condividano gli scopi e che si impegnino a realizzarli.

Può diventare socio chiunque si riconosca nel presente statuto, indipendentemente dalla propria identità sessuale, nazionalità, appartenenza etnica, politica e religiosa.

Il rapporto associativo è a tempo indeterminato fatto salvo il ricorrere delle condizioni indicate all’art. 8.

Chi intende essere ammesso come socio dovrà farne richiesta, sottoscrivendo apposita domanda, al Consiglio Direttivo o a delegato/a dello stesso Consiglio Direttivo, impegnandosi ad attenersi al presente statuto e a osservare gli eventuali regolamenti e le delibere adottate dagli organi dell’Associazione.

In caso di domanda di ammissione a socio presentate da minorenni, le stesse dovranno essere controfirmate dall’esercente la responsabilità genitoriale.

In caso di domanda di ammissione a socio da parte di persone giuridiche o enti senza scopo di lucro, la stessa dovrà essere sottoscritta dal legale rappresentante.

È compito del Consiglio Direttivo, o di uno o più suoi componenti da esso espressamente delegati, esaminare ed esprimersi in merito alle domande di ammissione.

All’atto di accettazione della domanda il richiedente acquisirà ad ogni effetto la qualifica di socio.

Nel caso di diniego da parte del soggetto delegato, la richiesta di ammissione ad associato verrà sottoposta alla valutazione del Consiglio Direttivo che dovrà esprimersi entro i successivi 30 giorni.

In caso di socio che abbia precedentemente interrotto il pagamento delle quote per la partecipazione alle attività associative e/o che sia stato escluso per morosità, è possibile la riammissione con il versamento delle sole quote dell’anno in corso.

Art. 7 – Vita associativa

Si caratterizza per una disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalità associative volte a garantire l’effettività del rapporto medesimo ed è ispirata a principi di democrazia e di uguaglianza dei diritti di tutti gli associati. Alla qualifica di socio conseguono i seguenti diritti e doveri:

  • diritto di partecipare a tutte le attività promosse dall’Associazione, nel rispetto dei regolamenti interni del sodalizio;
  • diritto di collaborare al perseguimento delle finalità associative sia in termini di programmazione che di fattiva realizzazione, nel rispetto delle proprie inclinazioni personali e della propria disponibilità di tempo;
  • diritto di essere convocato alle Assemblee dove esercitare il diritto di voto, anche in ordine all’approvazione e modifica delle norme dello Statuto e di eventuali regolamenti e a godere dell’elettorato attivo e passivo per le elezioni degli organi direttivi, secondo il principio di libera eleggibilità;
  • diritto di prendere visione degli atti deliberativi degli organi associativi e della documentazione amministrativa relativa alla gestione dell’Associazione presentando richiesta anche verbale a uno dei componenti del Consiglio Direttivo o a chi si occupa della segreteria dell’associazione, previa sottoscrizione dell’impegno alla riservatezza in relazione ad eventuali dati personali trattati;
  • dovere di osservare lo Statuto, gli eventuali Regolamenti e le deliberazioni assunte dagli organi sociali;
  • dovere di astenersi da qualsiasi comportamento che si ponga in contrasto con gli scopi e le regole dell’Associazione e di mantenere una condotta civile nella partecipazione alle attività e nella frequentazione della sede;
  • dovere di concorrere alle spese generali dell’associazione attraverso il versamento della quota associativa annuale e di corrispondere quanto deliberato per la partecipazione a specifiche iniziative. La quota associativa potrà essere quantificata annualmente con delibera del Consiglio Direttivo e non è in nessun caso rimborsabile, trasmissibile o rivalutabile.

Art. 8 – Perdita della qualifica di socio

La qualifica di associato si perde per:

  • recesso;
  • radiazione;
  • esclusione per morosità;
  • morte o estinzione della persona giuridica o Ente.

Il recesso da parte dei soci ha effetto dal momento in cui viene comunicato per iscritto al Consiglio Direttivo che provvede quindi ad annotarlo sul libro degli associati.

La radiazione sarà proposta dal Consiglio Direttivo, con parere dettagliatamente motivato, nei confronti dell’associato che:

  • non ottemperi alle disposizioni del presente statuto, degli eventuali regolamenti e delle deliberazioni adottate dagli organi dell’Associazione;
  • svolga o tenti di svolgere attività contrarie agli interessi dell’Associazione;
  • arrechi o possa arrecare, in qualunque modo, gravi danni, anche morali, all’Associazione o agli altri associati;

e deve essere comunicato all’interessato a mezzo lettera raccomandata, lettera consegnata a mano, posta elettronica o posta certificata. La proposta di radiazione del Consiglio Direttivo deve quindi essere sottoposta all’esame dell’Assemblea degli Associati che sarà convocata entro 2 mesi e alla quale deve essere convocato anche l’associato interessato dal provvedimento affinché possa contestare gli addebiti. La delibera adottata dall’Assemblea degli Associati dovrà essere comunicata all’interessato mediante lettera raccomandata, lettera consegnata a mano, posta elettronica o posta certificata.

Il Consiglio Direttivo può deliberare l’esclusione per morosità dell’associato decorsi 3 mesi dall’inizio dell’esercizio, previo sollecito anche collettivo al versamento della quota associativa annuale e conseguente annotazione sul libro degli associati. Successivamente all’esclusione per morosità, il socio può fare richiesta di riammissione. In seguito all’accettazione del Consiglio Direttivo, l’associato dovrà rimettersi in regola con i pagamenti.

Art. 9 – Azioni disciplinari nei confronti dell’associato

Il Consiglio Direttivo ha la facoltà di intraprendere azione disciplinare nei confronti dell’associato, secondo la gravità dell’infrazione commessa, mediante il richiamo scritto e, in caso di reiterazione, l’espulsione per i seguenti motivi:

  • violazione delle disposizioni dello statuto, di eventuali regolamenti o delle deliberazioni degli organi associativi;
  • denigrazione dell’Associazione, dei suoi organi associativi, dei suoi associati;
  • adozione di comportamenti idonei ad attentare in qualunque modo al buon andamento dell’Associazione;
  • produzione di gravi disordini durante le assemblee;
  • appropriazione indebita dei fondi associativi, atti, documenti od altro di proprietà dell’Associazione;
  • adozione di comportamenti, commissivi od omissivi, idonei ad arrecare in qualunque modo danni morali o materiali all’Associazione, ai locali ed alle attrezzature di sua pertinenza. In caso di dolo o colpa grave, il danno dovrà essere risarcito.

Art. 10 – Risorse economiche e fondo comune

Il fondo comune, costituito – a titolo esemplificativo e non esaustivo – da avanzi di gestione, fondi, riserve e tutti i beni acquisiti a qualsiasi titolo dall’Associazione, non è mai ripartibile fra i soci durante la vita dell’associazione, né all’atto del suo scioglimento.

L’Associazione trae le risorse economiche per lo svolgimento delle sue attività da:

  • quote associative;
  • contributi associativi;
  • contributi corsi;
  • cessioni di beni e servizi ai soci e a terzi, anche attraverso lo svolgimento di attività economiche di natura commerciale, svolte in maniera secondaria e strumentale al raggiungimento delle finalità istituzionali;
  • interessi sulle disponibilità depositate presso Istituti di Credito;
  • elargizioni, donazioni e lasciti testamentari;
  • erogazioni e contributi di Enti pubblici o privati;
  • contributi dell’Unione europea e di organismi internazionali;
  • entrate da convenzioni;
  • erogazioni liberali dei soci e di terzi;
  • entrate derivanti da raccolte fondi e iniziative promozionali;
  • rendite patrimoniali.

È fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione, nonché fondi e riserve comunque denominate o capitale salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge, ai propri associati, lavoratori e collaboratori, amministratori ed altri componenti degli organi associativi, anche nel caso di recesso o di ogni altra ipotesi di scioglimento individuale del rapporto associativo.

Il patrimonio dell’Associazione – comprensivo di eventuali ricavi, rendite, proventi ed altre entrate comunque denominate – è utilizzato per lo svolgimento delle attività statutarie ai fini dell’esclusivo perseguimento delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Il residuo attivo di ogni esercizio, su decisione dell’Assemblea, sarà reinvestito per il raggiungimento delle finalità istituzionali anche attraverso l’istituzione di fondi riserva.

Art. 11 – Esercizio sociale

L’esercizio sociale va dal 1° settembre al 31 agosto dell’anno successivo.

Il Consiglio Direttivo deve predisporre il bilancio di esercizio, strutturato secondo il principio di cassa o di competenza a seconda dei volumi di attività, da presentare all’Assemblea degli Associati.

In caso di svolgimento di attività diverse da quelle di interesse generale, il Consiglio Direttivo dovrà documentare il carattere secondario e strumentale delle stesse, a seconda dei casi, nella relazione di missione o in una annotazione in calce al rendiconto per cassa o nella nota integrativa al bilancio.

Il bilancio di esercizio deve essere approvato dall’Assemblea degli Associati entro 4 mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale. Una proroga può essere prevista, in caso di comprovata necessità o impedimento, che non vada oltre 6 mesi dalla chiusura dell’esercizio.

Il bilancio verrà depositato in copia presso la sede dell’Associazione durante i 15 giorni che precedono l’Assemblea, affinché i soci possano prenderne visione.

L’intero Consiglio Direttivo decade in caso di mancata approvazione del bilancio da parte dell’Assemblea. In questo caso troverà applicazione quanto disposto dall’articolo 16.

Art. 12 – Organi dell’Associazione

Sono organi dell’Associazione:

  • l’Assemblea degli associati;
  • il Consiglio Direttivo;
  • il Presidente;
  • il Collegio dei Revisori dei Conti (qualora eletto).

Art. 13 – Assemblea e diritto di voto

L’Assemblea degli Associati è l’organo sovrano dell’Associazione a cui devono essere invitati tutti i soci ed è convocata in sessioni ordinarie e straordinarie.

Il diritto di voto è riconosciuto a tutti i soci in regola con il versamento della quota associativa dell’anno in corso dalla data di loro ammissione.

Ogni associato potrà farsi rappresentare in Assemblea da un altro associato con delega scritta. Ogni associato non può ricevere più di una delega.

Le convocazioni alle Assemblee devono essere effettuate almeno 15 giorni prima della data fissata per la riunione in una o più delle seguenti modalità: affissione dell’avviso nella sede legale e nelle eventuali sedi operative, invio di lettera semplice, posta elettronica, messaggistica telefonica, fax e/o pubblicazione sul sito web dell’Associazione. La convocazione deve contenere l’ordine del giorno, il luogo (nella sede o altrove), la data e l’orario della prima e della eventuale seconda convocazione, che dovrà avvenire almeno due ore dopo la prima convocazione. In difetto di convocazione saranno ugualmente valide le adunanze cui partecipano di persona o per delega tutti gli associati aventi diritto di voto.

Le Assemblee sono presiedute dal Presidente dell’Associazione o, in sua assenza, dal Vicepresidente e in assenza di entrambi da altro associato eletto dai presenti.

Il voto è espresso in forma palese, salvo che il voto segreto venga richiesto da almeno il 50% dei partecipanti.

Vige il principio di una testa, un voto.

La nomina del segretario è fatta dal Presidente dell’Assemblea.

Le deliberazioni dell’Assemblea devono constare dal verbale, sottoscritto dal Presidente e dal Segretario.

Art. 14 – Assemblea ordinaria

L’assemblea ordinaria determina le linee politiche e di indirizzo di tutta l’attività dell’Associazione ed inoltre:

  • approva il bilancio relativamente ad ogni esercizio;
  • elegge, previa determinazione del numero per il mandato successivo, i componenti del Consiglio Direttivo e adotta eventuale azione di revoca di tale organo o dei suoi singoli componenti;
  • nomina e revoca, quando previsto dalla legge, i componenti dell’organo di controllo dell’Associazione;
  • nomina e revoca, quando previsto dalla legge, il soggetto incaricato della Revisione legale dei conti;
  • delibera sulla responsabilità dei componenti degli organi associativi e promuove azioni di responsabilità nei loro confronti;
  • approva gli eventuali regolamenti interni, ivi incluso il Regolamento di funzionamento dell’Assemblea che può garantire la partecipazione anche mediante mezzi di telecomunicazione purché sia possibile verificare l’identità dell’associato;
  • delibera l’esclusione dei soci dell’Associazione;
  • si esprime sulle reiezioni di domande di ammissione di nuovi associati;
  • delibera su tutto quanto viene ad essa demandato a norma di Statuto o proposto dal Consiglio Direttivo.

L’Assemblea ordinaria viene convocata dal Presidente, previa delibera del Consiglio Direttivo, almeno una volta l’anno entro i 4 mesi successivi alla chiusura dell’esercizio sociale per l’approvazione del bilancio. L’Assemblea si riunisce, inoltre, quante volte il Consiglio Direttivo lo ritenga necessario o ne sia fatta richiesta per iscritto, con indicazione delle materie da trattare, da almeno 1/10 degli associati. In questi ultimi casi la convocazione deve essere effettuata entro 15 giorni dalla data della richiesta.

L’Assemblea ordinaria è validamente costituita in prima convocazione quando sia presente o rappresentata almeno il 50% + 1 degli associati. In seconda convocazione l’Assemblea ordinaria è validamente costituita qualunque sia il numero dei soci aventi diritto di voto intervenuti o rappresentati.

Le deliberazioni dell’Assemblea ordinaria sono valide quando siano approvate con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

Nelle deliberazioni di approvazione del bilancio e in quelle che riguardano la loro responsabilità i componenti del Consiglio Direttivo non hanno diritto di voto.

Art. 15 – Assemblea straordinaria

L’assemblea straordinaria delibera sulle modifiche dello statuto e sullo scioglimento, la trasformazione, la fusione o la scissione dell’Associazione.

La deliberazione riguardante lo scioglimento dell’Associazione e relativa devoluzione del patrimonio residuo, nonché quelle riguardanti le operazioni di fusione, scissione e trasformazione, devono essere assunte con il voto favorevole di almeno i 3/4 degli associati.

In prima convocazione, la deliberazione in merito a modifiche statutarie deve essere adottata con il voto favorevole di almeno il 50% + 1 degli associati. Nella seconda convocazione, le modifiche statutarie sono adottate con la partecipazione di almeno 1/3 degli associati, intervenuti o rappresentati per delega e approvate con il voto favorevole dei 3/4 dei presenti. Qualora nella seconda convocazione non venisse raggiunto il quorum costitutivo, è possibile indire una terza convocazione, a distanza di almeno 1 settimana dalla seconda convocazione, nella quale la deliberazione in merito a modifiche statutarie sarà valida qualunque sia il numero dei soci intervenuti o rappresentati purché adottata con il voto favorevole dei 9/10 dei presenti.

Art. 16 – Consiglio direttivo

Il Consiglio Direttivo è formato da un numero dispari di membri, non inferiore a 3 e non superiore a 9 eletti dall’Assemblea e scelti tra i soci maggiorenni in relazione ai quali non sussistano cause di incompatibilità previste dall’ordinamento sportivo e statale.

I membri del Consiglio Direttivo rimangono in carica 4 anni e sono rieleggibili. Entro la data di naturale scadenza dell’organo, il Consiglio Direttivo deve convocare l’Assemblea degli Associati per il rinnovo delle cariche.

Nel caso in cui, per dimissioni o altre cause, come pure in caso di decadenza dalla carica dovuta ad assenze ingiustificate per almeno 3 volte consecutive, uno dei componenti il Consiglio Direttivo decada dall’incarico, il Consiglio Direttivo può provvedere alla sua sostituzione nominando il primo tra i non eletti che rimane in carica fino allo scadere dell’intero Consiglio Direttivo, con ratifica da parte dell’Assemblea degli Associati immediatamente successiva. Nell’impossibilità di attuare tale modalità, il Consiglio Direttivo non procederà a nessuna sostituzione e provvederà a convocare l’Assemblea degli Associati cui spetterà eleggere i sostituti per il reintegro dell’organo fino alla sua naturale scadenza.

Se viene meno la maggioranza dei componenti o comunque, se viene meno la maggioranza dei componenti originariamente eletti ad inizio mandato, il Consiglio Direttivo decade e quelli rimasti in carica debbono convocare entro 20 giorni l’Assemblea perché provveda alla elezione di un nuovo Consiglio Direttivo e dovranno astenersi dal compiere atti diversi da quelli urgenti e di mera ordinaria amministrazione.

Il Consiglio Direttivo elegge al suo interno il Presidente e il Vicepresidente.

Il Consiglio Direttivo è investito dei più ampi poteri per la gestione dell’Associazione. Spetta, pertanto, fra l’altro, a titolo esemplificativo, al Consiglio Direttivo:

  • curare l’esecuzione delle deliberazioni assembleari;
  • predisporre il bilancio;
  • deliberare sulle domande di nuove adesioni o delegare tale funzione a uno o più dei propri membri;
  • deliberare in merito all’esclusione per morosità e proporre i provvedimenti di radiazione degli associati;
  • deliberare circa le azioni disciplinari nei confronti degli associati;
  • predisporre gli eventuali regolamenti interni da sottoporre all’approvazione assembleare, incluso quello per la definizione dei criteri per i rimborsi spese ai volontari;
  • individuare le attività diverse da svolgere in conformità agli eventuali orientamenti espressi dell’Assemblea degli associati;
  • delegare il Presidente a stipulare gli atti ed i contratti inerenti all’attività sociale;
  • nominare i responsabili delle commissioni di lavoro e dei settori di attività in cui si articola eventualmente la vita dell’Associazione;
  • deliberare su tutti gli atti e le operazioni per la corretta amministrazione dell’Associazione che non siano spettanti all’Assemblea degli Associati, ivi compresa la determinazione della quota associativa annuale e la modalità del suo versamento;
  • affidare, con apposita delibera, deleghe speciali ai suoi membri.

Art. 17 – Convocazione del Consiglio Direttivo

Il Consiglio Direttivo è presieduto dal Presidente o in caso di sua assenza dal Vicepresidente e in assenza di entrambi dal membro più anziano di età.

Il Consiglio Direttivo è convocato con comunicazione scritta diretta a ciascun componente tramite invio di lettera semplice, posta elettronica, messaggistica telefonica e/o fax non meno di 3 giorni prima della riunione ogni qualvolta il Presidente, o in sua vece il Vicepresidente, lo ritenga opportuno oppure su richiesta motivata di almeno un terzo dei suoi componenti. In difetto di tale formalità, il Consiglio Direttivo è comunque validamente costituito se risultano presenti tutti i consiglieri.

Il Consiglio Direttivo assume le proprie deliberazioni con la presenza della maggioranza dei suoi membri ed il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti. In caso di urgenza, con la presenza di tutti i suoi componenti e per accettazione unanime, il Consiglio Direttivo può decidere la trattazione di argomenti non iscritti all’ordine del giorno.

I verbali di ogni adunanza del Consiglio Direttivo, redatti a cura di chi ha svolto le funzioni di segretario e sottoscritti dallo stesso e da chi ha presieduto l’adunanza, vengono conservati agli atti a disposizione dei soci che richiedano di consultarli.

Art. 18 – Consulenze esterne

Il Consiglio Direttivo nell’ambito delle proprie funzioni può avvalersi, per compiti operativi o di consulenza, di commissioni di lavoro da esso nominate, nonché dell’attività volontaria di non associati, in grado, per competenze specifiche, di contribuire alla realizzazione di specifici programmi, ovvero costituire, quando ritenuto indispensabile, specifici rapporti professionali, nei limiti delle previsioni economiche approvate dall’Assemblea.

Art. 19 – Presidente

Il Presidente, eletto dal Consiglio Direttivo, ha il compito di presiedere lo stesso nonché l’Assemblea degli Associati, stabilisce l’ordine del giorno delle riunioni del Consiglio Direttivo, le presiede e coordina l’attività dell’Associazione con criteri di iniziativa per tutte le questioni non eccedenti l’ordinaria amministrazione.

Al Presidente è attribuita la rappresentanza dell’Associazione di fronte a terzi ed in giudizio.

In caso di sua assenza o legittimo temporaneo impedimento le sue funzioni spettano al Vicepresidente.

In caso di accertato definitivo impedimento o di dimissioni, spetta al Vicepresidente convocare entro 30 giorni il Consiglio Direttivo per l’elezione del nuovo Presidente, previa ricostituzione del numero dei componenti dell’organo.

Il Presidente cura l’esecuzione delle deliberazioni del Consiglio Direttivo e, in caso d’urgenza, ne assume i poteri chiedendo ratifica allo stesso dei provvedimenti adottati nell’adunanza immediatamente successiva.

Art. 20 – Pubblicità e trasparenza

Oltre alla regolare tenuta dei libri associativi (Libro soci e Verbali dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo), deve essere assicurata una sostanziale pubblicità e trasparenza all’attività dell’Associazione, con particolare riferimento ai bilanci annuali. Tali documenti associativi devono essere messi a disposizione dei soci per la consultazione; chi desidera avere copia dei documenti dovrà farsi carico delle relative spese.

Art. 21 – Scioglimento dell’Associazione

Lo scioglimento dell’Associazione è deliberato dall’Assemblea straordinaria dei soci su proposta del Consiglio Direttivo. In caso di scioglimento dell’Associazione sarà nominato un liquidatore scelto anche fra i non associati, che curi anche la liquidazione di tutti i beni mobili e immobili ed estingua le obbligazioni in essere. L’Assemblea all’atto di scioglimento dell’Associazione delibererà, sentito l’organismo di controllo preposto, in merito alla destinazione dell’eventuale residuo attivo dell’Associazione, che sarà devoluto ad altra Associazione con finalità analoghe o ai fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3, comma 190 della legge 23.12.96, n. 662, fatta salva diversa destinazione imposta dalla legge.

Art. 22 – Norma finale

Per quanto non espressamente riportato in questo statuto, si fa riferimento al Codice Civile, alle altre norme di legge vigenti in materia di Associazioni sportive dilettantistiche e alle disposizioni dell’ordinamento sportivo.

Atto costitutivo

In Torino (To), via Giosuè Borsi n°132, si sono riuniti il giorno 16/10/2016 per costituire un’associazione sportiva dilettantistica le seguenti persone: Masatomo Ueda, nato a Kyoto il 26/11/1976, DUEMTM76S26Z219W, residente a Torino (To); Andrea Grosso, nato a Rivoli (To), GRSNDR94R28H355L, residente a Torino (To); Marta Ciccone, nata a Torino il 20/01/1987, CCCMRT87A60L219T, residente a Torino (To). I presenti chiamano a presiedere la riunione Laura Ciccone la quale a sua volta nomina Segretaria Rosaria Calabrò.

Il Presidente illustra i motivi che hanno spinto i presenti a farsi promotori della costituzione del sodalizio e legge lo Statuto che, dopo ampia discussione, posto in votazione, viene approvato all’unanimità. Lo Statuto recependo le recenti disposizioni normative, stabilisce in particolare che l’adesione al sodalizio è libera, che il suo funzionamento è basato sulla volontà democraticamente espressa dai soci e dalle socie, che le cariche sociali sono elettive e che è assolutamente escluso ogni scopo di lucro.

I presenti deliberano inoltre che l’associazione venga denominata “ASD Umeboshi Training”, in breve “Umeboshi Training” con sede in Torino (To), via Giosuè Borsi n.132

Vengono nominate ed assegnate le seguenti cariche del Consiglio Direttivo (CD):

Presidente: Sig.re Masatomo Ueda
Vice-presidente: Sig.re Andrea Grosso
Segretario: Sig.ra Marta Ciccone

Il Presidente illustra l’opportunità per l’associazione sportiva dilettantistica di affiliarsi a UISP Unione Italiana Sportpertutti in considerazione delle finalità promosse dall’Ente e delle attività dallo stesso organizzate con le associazioni affiliate. Dà quindi lettura dello statuto nazionale dell’UISP, con sede in ROMA, Largo N. Franchellucci n°73, e propone che il sodalizio stesso, prendendo conoscenza di detto statuto e approvandolo, dia la sua adesione al Comitato UISP di Torino.

I soci e le socie dichiarano all’unanimità la loro volontà di affiliarsi a UISP ed affidano al Presidente il compito di provvedere agli adempimenti richiesti ivi inclusa l’iscrizione del sodalizio nel Registro delle associazioni del CONI, riconoscendolo come l’unico ente certificatore.

Non essendovi altro da deliberare il Presidente scioglie l’assemblea alle ore 17:33