Miti sulla palestra da sfatare

Miti da sfatare in palestra

Di Masatomo Ueda

Tutti abbiamo un cugino di un amico di un fratello che, tuffandosi dal trampolino più alto in piscina, si è schiantato sul bordo vasca. Tutti abbiamo una sorella di uno zio di un vicino di casa che si è aperta la coscia sullo scivolo in piscina con una lametta. Poi cresci, vai a vivere in un’altra città o addirittura in un altra nazione e anche lì qualcuno ha vissuto uno schianto ed un taglio profondo in piscina.

Allo stesso modo esistono i miti da palestra che, generazione dopo generazione, continuano a ripetersi. Fortunatamente, oggi, esiste internet e le informazioni sono più facilmente reperibili che in passato, perciò è sempre più facile distinguere la realtà dal mito.

Ecco qualcuna di queste leggende metropolitane.

Il dolore post-allenamento è dovuto all’accumulo di acido lattico

Uno dei più comuni miti sulla palestra da sfatare è quello sull’acido lattico.

L’acido lattico viene smaltito entro 4 ore dal suo accumulo durante l’allenamento. Il dolore che provi il giorno dopo – con un picco due giorni dopo – è dovuto ai cosiddetti DOMS (Delayed Onset Muscle Soreness – Dolore muscolare ritardato), ovvero dei microstrappi delle fibre muscolari che causano uno stato di infiammazione temporaneo.

L’acido lattico non c’entra proprio nulla. Al massimo te lo puoi bere insieme al latte alle ginocchia.

Miti sulla palestra da sfatare: gli esercizi di isolamento non servono a niente

Siamo nell’era dell’allenamento funzionale, che predica l’utilizzo di movimenti multiarticolari (compound in inglese) anziché monoarticolari – detti anche di isolamento, come ad esempio il curl per bicipiti.

Anche noi di Umeboshi Training riteniamo che siano da preferire i movimenti multiarticolari, che più si avvicinano al movimento naturale dell’essere umano.

Le esigenze però possono essere differenti: un body builder ha bisogno di enfatizzare al massimo la propria struttura muscolare; possono poi esserci delle debolezze specifiche dovute a diversi motivi (si pensi ad esempio al lungo periodo di inattività causata da un infortunio) che possono essere corrette solo attraverso la stimolazione mirata.

Riteniamo che sia sempre meglio usare esercizi multiarticolari, ma senza comunque sdegnare quelli di isolamento: l’importante è sempre sapere quello che stai facendo.

Devo prendere le proteine entro un’ora dopo l’allenamento

Le proteine sono i mattoni dei nostri muscoli e, in caso di aumentato fabbisogno o di dieta carente, può essere necessario integrarle. Un recente studio ha dimostrato che la finestra anabolica (il processo che trasforma le nutrienti e molecole semplici in complesse) si estende fino a circa 4 ore.

Non c’è quindi bisogno di correre nello spogliatoio per farti uno shaker di proteine in polvere. Puoi tranquillamente tornare a casa e consumare un pasto con proteine presenti in natura, come ad esempio quelle che si trovano nelle uova, nei legumi (assunti insieme a cereali), nella carne, etc.

Se vuoi fare l’atleta pro che si prende lo shaker proteico, fai pure: l’importante è che tu sia onesto con te stesso e che sappia quello che stai facendo.

Se ti sfondi di cibo, il giorno dopo devi allenarti il doppio

La quantità di cibo ingerita deve essere considerata in un arco temporale di circa una settimana e non nel singolo giorno. Inoltre la quantità di calorie consumate durante un workout è decisamente più basso di quello che si pensi (non è infatti dovuta al singolo allenamento la perdita di peso, ma ne parleremo in un altro articolo).

Per questo motivo non preoccuparti più di tanto se esci una sera a mangiare 2 pizze e 4 birre, perché l’importante è che vengano tenute in considerazione nella pianificazione nutrizionale settimanale.

Miti sulla palestra da sfatare: se hai tante fibre bianche o rosse è solo grazie alla genetica

Si è sempre pensato che un corridore di maratone (fibre rosse) non sarebbe mai stato in grado di fare il velocista (fibre bianche) e viceversa.

Seppur un talento preveda comunque un aspetto genetico insostituibile, uno studio del 2018 ha completamente rovesciato la convinzione di cui sopra.

È stata esaminata la tipologia di fibre di due gemelli, uno dei quali un fondista e l’altro sedentario. La muscolatura scheletrica del fondista, che si è sempre allenato sulle lunghe distanze, era ovviamente composta per la maggior parte dalle cosiddette fibre lente o rosse, mentre quella del suo gemello erano al 50% rosse e al 50% bianche.

Nel dubbio è sempre meglio allenarsi sia in attività esplosive che di resistenza.

Sei stufo di allenarti basandoti sulle tante leggende metropolitane presenti in palestra e vorresti essere seguito da chi si affida alla scienza per seguirti nel tuo percorso sportivo? Vieni a provare gratuitamente i corsi di Umeboshi Training, ti stiamo aspettando.

 

1 commento

Trackbacks & Pingbacks

  1. […] quasi 40 altri precedenti studi, ha confermato l’ipotesi: la crioterapia è utile alla riduzione dei DOMS e alla stanchezza percepita post-allenamento (4), ma effettivamente non si sono evidenziati […]

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.