COVID-19, patologie cardiovascolari e attività motoria

La COVID-19 non ha bisogno di introduzioni: sappiamo tutti che è la pandemia che, a partire da marzo 2020, ci ha costretti tutti in casa o comunque fuori di casa con grosse (condivisibili o meno) restrizioni.

L’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), basato su 2.621 soggetti deceduti a causa di quella che inizialmente era vista in modo riduttivo come un’influenza un po’ più pericolosa di quella stagionale, riporta le seguenti informazioni:

Grafico COVID-19

Il 3,9% delle vittime non aveva alcuna patologia
il 15% delle vittime aveva 1 patologia pregressa
Il 21.,3% ne aveva 2
Il 59,9% ne aveva addirittura 3 o anche di più

Per intenderci, 101 persone non avevano alcuna malattia, le rimanenti 2.520 ne avevano almeno 1. Nel grafico a sinistra è più facile capire di cosa stiamo parlando.

Andando poi a guardare la lista delle patologie, i numeri vanno utilizzati diversamente, in quanto, nel caso di persone con più malattie, esse vengono riportate come singole unità per tutte le problematiche presenti. Ad esempio una persona con cardiopatia ischemica e ipertensione arteriosa compare sia nella lista della prima che in quella della seconda patologia. Tenendo quindi presente questa informazione, è possibile fare delle considerazioni: il 68,2% dei soggetti soffriva di ipertensione arteriosa; il 31,1% di diabete mellito di tipo 2; il 28,4% di cardiopatia ischemica.

Cosa accomuna queste prime tre problematiche? Il fatto che siano causate, nella maggior parte, da fattori ambientali quali lo stile di vita non sano: vita sedentaria con assenza di attività motoria; comportamenti poco salutari come il consumo cronico di fumo e alcol; una dieta poco sana e poco equilibrata.

È scientificamente provato e globalmente riconosciuto che l’attività motoria sia uno degli elementi più importanti nella prevenzione delle malattie cardiovascolari.

Forse si sarebbero potuti prevenire tanti decessi se, nella società moderna, l’attività motoria fosse più diffusa? Non ci è dato saperlo. Di sicuro però sappiamo che fare sport tiene lontane tutte quelle patologie che, almeno per quanto riguarda l’attuale ricerca scientifica, hanno avuto un grosso ruolo nell’alta mortalità del COVID-19.

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