Stretching ai flessori della coscia: perché stai sbagliando

Di Masatomo Ueda

L’estetica inestetica

Quante volte, facendo una passeggiata in giro per i parchi cittadini, abbiamo visto gente che, assumendo la forma ad uovo della foto qui sopra, pensa di tirare i flessori della coscia, detti anche hamstring, ovvero tutti i muscoli posteriori della coscia? Per intenderci, quelli che vengono molto stimolati dallo squat (più nel back che nel front, anche se il nostro articolo parla di quest’ultimo).

Quello che succede, in verità, è che nel tentativo di arrivare (inutilmente) a toccarsi i piedi, anteponiamo le spalle, creando di fatto un compenso che ha l’unico scopo quello di farci sentire più elastici di quello che siamo in verità.

Quella posizione che abbiamo definito ad uovo non è del tutto inutile, sia chiaro, e, per tua informazione, in inglese si chiama standing forward fold, ma è più utile a lavorare sulla zona lombare piuttosto che sui flessori della coscia.

La posizione corretta per lo stretching ai flessori della coscia

“Ma se non vado a toccare i piedi con le mani come li tiro i flessori?”, chiederà qualcuno. Semplicemente mettendo il piede a martello, antivertendo il bacino (per intenderci, mettete il sedere a gallina) e, a gamba tesa, flettendo il tronco. Ovvero assumendo la posizione che vedete nell’immagine in cima all’articolo.

Esiste anche un’altra posizione altrettanto efficace, ma prevede che ci si stenda a terra e che si abbia con sé un elastica. Perciò, considerato il contesto nel quale vi stiamo passando questa informazione – ovvero un ipotetico allenamento al parco – non parleremo di questa seconda opzione, seppur qualcuno avrà perfettamente capito di quale si tratti.

Tornando quindi alla posizione di cui sopra, la prossima volta che siete al parco, sappiate che chi capisce qualcosa di attività motoria vi guarderà fare stretching ai flessori della coscia annuendo anziché scuotendo la testa pensando a quanto stiate sbagliando.

 

 

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  1. […] tempi non sospetti, parlavamo di stretching e di come farlo bene. Poi ci siamo trovati tutti chiusi in casa. Il COVID-19 non ha bisogno di […]

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